Gli interferenti endocrini agiscono fin da quando siamo piccolissimi, addirittura durante la nostra vita fetale, mandando stimoli ormonali sbagliati all’apparato riproduttore in formazione. A rendere ancora più subdole queste sostanze è il fatto che le incontriamo a piccolissime dosi, quindi prese singolarmente sono in genere innocue, ma l’effetto di composti diversi si somma e produce conseguenze incontrollabili. Ogni volta che si scopre che un prodotto ha un effetto negativo sulla salute, si cerca di limitarne la produzione per legge.

I ricercatori però non hanno ancora identificato tutti i possibili interferenti endocrini: sappiamo che sono contenuti anche in alcune plastiche, vernici o insetticidi come il DDT, ma l’elenco si allunga con il proseguire degli studi.
Purtroppo individualmente possiamo fare poco contro sostanze tossiche che si trovano ovunque nell’ambiente, ma possiamo invece intervenire su molti altri fattori che minacciano la nostra fertilità.
Dobbiamo sapere che è essenziale puntare sulla prevenzione, perché una volta che il danno si è verificato un intervento di riparazione è difficile, a volte impossibile.
In particolare devono allarmarci tutte le patologie dell’apparato urinario, come le infezioni urinarie, le malattie sessualmente trasmissibili o le infiammazioni della prostata o dei testicoli: se non trattate per tempo possono mettere a grave rischio la capacità di avere figli. Allo stesso modo vanno individuate e curate tempestivamente patologie come la mancata discesa di un testicolo o il varicocele, cioè la dilatazione dellevene dello scroto. È poi importante ricordare che stili di vita generalmente dannosi per l’organismo fanno male anche all’apparato riproduttore, in particolar modo il suo funzionamento è messo a rischio da abuso di alcol e fumo, obesità, e droghe o sostanze dopanti, come gli steroidi anabolizzanti.